monumenti

Chiesa di San Pietro in Crepacore

Progetto esecutivo di restauro e sistemazione del Parco Archeologico

COMMITTENTE

Comune di Torre S. Susanna

TEAM

Arch. F. Russo

LUOGO

Torre S. Susanna (BR)

ANNO

1998

I lavori di restauro dell’antica chiesa di S. Pietro in Crepacore, che si presentava ormai in completo stato di degrado,
hanno consentito di realizzare verifiche di carattere archeologico, che hanno portato alla luce un’intera area cimiteriale
e ceramiche di differenti epoche storiche, a partire da quella ellenistica.

Il restauro ha previsto interventi di consolidamento delle pareti, delle pilastrature e degli archi, attraverso l’uso di resine epossidiche e lo svuotamento delle terrazze eliminando l’attuale
riempimento, che gravava sulle coperture, oltre al consolidamento delle volte a cupola.
Si è provveduto all’’impermeabilizzazione per evitare le infiltrazioni d’acqua e alla pulitura delle pietre
e di strati di alghe verdi e nerastre.
Per il consolidamento del fondale e delle volte è stato adottato il sistema delle perforazioni armate, creando così una sottofondazione di appoggio all’intera struttura. Una volta consolidate le volte della navata destra e i conci delle navate laterali, è stato possibile approfondire il sistema costruttivo delle due cupole in asse. Esse sono risultate completamente autonome:
le due campate sono costruttivamente separate tra di loro, distano tra di loro circa 9 m e poggiano su due grandi pilastri che nel tempo sono stati parzialmente ricuciti da blocchi di tufo locale.

 

Per preservare l’immagine del muro a secco, si è applicata la tecnica dello scuci-cuci utilizzando prima un impasto di resine consolidanti tra gli interstizi e una malta di tufine dopo.

Si sono consolidati e valorizzati gli affreschi dell’abside e tutti i frammenti sparsi nelle volte. 

Per consentire l’accesso e la percorribilità dell’area attigua alla chiesa e la visita agli eventuali scavi, si è previsto un percorso pedonale.

Nel giardino, si è prevista la messa in dimora di piante di ulivo, melograno, fichi e piccole siepi di ginestra e/o capperi. 

Per quanto riguarda invece le sepolture, oltre a interventi di media consistenza relativi al restauro di alcuni blocchi di copertura, sono state effettuate anche delle operazioni di reintegrazione più radicale, ricostruendo le parti mancanti dei blocchi di rivestimento delle fosse, in maniera riconoscibile. 

Per evitare il ristagno dell’acqua piovana sul banco tufaceo argilloso, su cui insistono le tombe, è stata creata una serie di canalizzazioni con coppi poggiati sul banco stesso; in seguito, tutta l’area è stata ricoperta con materiale inerte di colore diverso rispetto ai manufatti lapidei originali.